GTA-Expert Forum: Negozio di videogiochi di Lugano costretto a chiudere dalla chiesa per il troppo successo di Grand Theft Auto V - GTA-Expert Forum

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Negozio di videogiochi di Lugano costretto a chiudere dalla chiesa per il troppo successo di Grand Theft Auto V (assurdo)

#1 L'utente è offline   Dennis89 

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Inviato il 06 novembre 2015 - 18:11

Secondo voi un negozio di videogiochi può chiudere per il troppo successo di un singolo titolo? A quanto pare sì, visto quello che è successo a Lugano, Svizzera, al negozio indipendente GamesArena.

Facendola breve, all'uscita di Grand Theft Auto V si è formata una lunga fila di persone fuori dal negozio. Il risultato è stato apparentemente ottimo: più di mille copie vendute del gioco di Rockstar, con tanto di servizio al telegiornale nazionale svizzero per raccontare l'evento spontaneo.

Fino a qui non c'è niente di strano, peccato che la pubblicità non sia piaciuta ai vertici ecclesiastici di Lugano, proprietari dello stabile dove risiede il negozio, che hanno deciso di dargli lo sfratto perché non volevano che l'edificio fosse associato a un titolo violento.

Nonostante i tentativi di salvare la situazione, dopo due anni di lotte GamesArena è stato costretto a chiudere, mandando a casa ben undici dipendenti, tutti molto giovani. Chissà, forse ora lo ristruttureranno per qualche cardinale prendendo i soldi dalle offerte per l'ospedale pediatrico locale. Si scherza, ovviamente, figurarsi se accadono cose del genere...

LUGANO - Dopo 13 anni di attività chiude i battenti il GamesArena, il popolare negozio di videogiochi situato nel Quartiere Maghetti. Un duro colpo per tutti gli appassionati di giochi elettronici. Una chiusura che avviene però all'insegna della polemica e più precisamente con uno sfratto intimato dalla Fondazione Maghetti poichè il negozietto appoggerebbe la violenza attraverso la vendita di videogiochi particolarmente cruenti. Il dito questa volta viene puntato contro Gta V, un videogioco notoriamente violento che avrebbe fatto scattare la mosca al naso alla Curia che di fatto è strettamente legata alla Fondazione Maghetti. Questo almeno stando alla versione proposta dal titolare Massimiliano Fani, il quale si è sfogato su Facebook in questo modo: "Siamo stati richiamati in quanto questa apparente ed effimera notorietà riguardo ad un videogioco violento ha recato danno all’immagine di una proprietà della chiesa e non solo, la notizia è salita addirittura ai vertici della diocesi di Lugano. Chi di dovere ha quindi preso atto dell’accaduto ed ha optato per una pacata, ma decisa risposta che fosse in linea con la dottrina della fede cristiana, qualcosa che fosse il più fedele possibile ai più antichi principi della carità e della comprensione cristiana, da sempre devota al perdono ed all’assoluzione dei peccati, ovvero per lo sfratto".


LUGANO
Tutti matti per il violento Grand Theft Auto

Davvero la vendita di videogiochi può arrivare a portare alte sfere della Curia a decidere di sfrattare un negozietto che dà lavoro a tre persone? La domanda l'abbiamo rivolta a Riccardo Caruso, amministratore delegato della Fondazione Maghetti: "La notizia è priva di fondamento. Il signor Massimiliano Fani non paga l'affitto da almeno sei mesi, e il suo comportamento sta danneggiando parecchio la Fondazione. Non abbiamo intimato nessuno sfratto, c'è stata invece una disdetta contrattuale presa di comune accordo, dato che il negozio ha causato parecchie difficoltà in passato".

Ci risulta che si era attivato già verso la fine del 2013 a seguito della pubblicazione di un articolo sull'arrivo di un gioco particolarmente violento. Gioco che non sarebbe piaciuto alla Fondazione. E all'epoca, a quanto pare, il negozio pagava regolarmente gli affitti.

"Dopo la pubblicazione degli articoli in cui riferivano la vendita del gioco violento e pericoloso, ho chiesto spiegazioni al gerente. La Fondazione Maghetti, che da sempre è attiva nell'ambito dell'educazione giovanile, ha chiesto come intendesse gestire la vendita del gioco visto che il negozio è frequentato anche da minorenni. Il signor Fani mi ha risposto che se i giovani acquistano il videogioco pericoloso non è una questione di sua competenza, bensì dei genitori. Come Fondazione abbiamo chiesto allora di valutare l'ipotesi di non vendere il videogioco violento. Ipotesi scartata dal negozio. A quel punto abbiamo deciso di comune accordo la disdetta del contratto. Mi ha chiesto un anno di proroga per trovare altri spazi in centro a Lugano. Abbiamo concesso la proroga. Poi mi ha chiesto altro tempo, e siamo arrivato alla conclusione con una disdetta per il 30 settembre. Ma a marzo ha deciso di non pagare più l'affitto. Mi stupisce ora questo voltafaccia e mi dispiace che voglia far clamore su qualcosa di non vero".




fonti

http://www.tio.ch/Ne...del-GamesArena/

http://multiplayer.i...omment_c5016407

Messaggio modificato da Dennis89 il 06 novembre 2015 - 22:35

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#2 L'utente è offline   Enib 

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Inviato il 07 novembre 2015 - 14:32

Premettendo che i giochi (sia con copia fisica e non) ma anche tutto il resto (roba tecnologica, vestiti ecc...) l'ho sempre preso dove costa meno quindi prevalentemente online o centri commerciali quindi non ho molta voce in capitolo, questa storia mi sembra molto triste se è veramente stata causata dal bigottismo della gente.

Esiste un vero e proprio baratro in italia fra vecchie generazioni (i classici cristiani della domenica per bene) e le nuove, cresciute con un accesso sconfinato a informazioni, internet, nuovi giochi e film.

Quando una certa cerchia di gente (non solo ancorata alla religione ma anche i giornalisti) si indigna di fronte ad un gioco come GTA per la violenza è come se un gruppo di critici d'arte si indignasse per una centrale elettrica perché non è bella esteticamente.

#3 L'utente è offline   ErBufalo1084 

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Inviato il 09 novembre 2015 - 11:20

c'è da dire una cosa..e mi permetto di andare forse OT
Sono molto triste quando mi soffermo sulle nuove generazioni di ragazzini che trovo siano l'apoteosi della maleducazione, del menefreghismo e del non ripetto..Restando in tema questo gioco a mio parere andrebbe vietato ai minori, magari non di 18 anni ma di 14 almeno (forse lo è ma ora non ricordo)..Ogni volta nella chat di gioco si sentono voci di bambini sotto i 10 parlare in maniere assurde e ciò mi schifa parecchio..Il problema, in questo, ma anche in generale, sta soprattutto nella nuova generazioni di genitori che non sono capaci ad educare i figli, esempio comprandogli questo gioco, esempio viziandoli in qualsiasi maniera e dandogliele sempre vinte tutte..Una delle scene più raccapriccianti è quando vedo madre e figlio ragazzino fumare insieme..
Scusate l'OT ma ho voluto approfittare dell'argomento

#4 L'utente è offline   Enib 

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Inviato il 09 novembre 2015 - 13:33

Io nel 2005 (quindi a 12/13 anni) giocavo a gta sa, cod2, battlefield 2 e altri videogiochi violenti e sapevo benissimo la distinzione fra realtà e videogioco.
Altrimenti qualsiasi gioco che non sia il simulatore di sassi dovrebbe essere bandito
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Messaggio modificato da Enib il 09 novembre 2015 - 13:33


#5 L'utente è offline   Kubo 

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Inviato il 11 novembre 2015 - 00:58

I soliti finti perbenisti.
Il pegi è un consiglio, da prendere, eccetto alcuni casi.
In questo caso il pegi 18 consiglia ai minori di 18 anni di non acquistare il titolo in questione, per evitare la possibilità di subire traumi, e qua c'è da precisare una cosa: potrebbe presentarsi il caso il quale un presunto idoneo maggiorenne subisca conseguenze più traumatiche rispetto ad un non idoneo minorenne, dipende tutto dall'individuo e dalla sua educazione, anche sessuale, quindi non sempre per un minorenne il gioco pegi 18 è del tutto inadeguato.
Insieme al pegi allegano le "motivazioni" per il quale il gioco è elencato pegi 18, 12, 3, etc. come violenza, linguaggio scurrile, sangue, prostituzione, etc. e questo rispecchia ancora più prevenzione.

Detto questo, dal momento che un uomo e una donna mettono al mondo un figlio, dovranno dargli un'educazione, metterlo al corrente di cosa è giusto, e metterlo in guardia da cosa è sbagliato (perlomeno si presume).
Se poi lasci che tuo figlio o figlia di 10, 12, 14 anni o quello che è, vada da solo/a in un negozio di videogiochi dove stanno anche prodotti "dannosi" e gli lasci libera scelta, allora forse dovresti correggere qualcosa del tuo piano di educazione.
Perlomeno, uno sguardo al prodotto con cui è rientrato a casa non costerebbe nulla, nel caso inappropriato può essere restituito.
Il negoziante da quanto ne so io non ha conseguenze penali, però ha la possibilità di far uso della propria coscienza, che non guasta mai.

Io lo paragonerei, anche se un po' diverso verso certi aspetti, al minorenne che va a comprare le sigarette e dice che sono per il nonno, o peggio ancora non ricorre a nessuna giustificazione in quanto non gli viene domandato nulla.

Messaggio modificato da Kubo il 11 novembre 2015 - 01:04



#6 L'utente è offline   Saint Jake 

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Inviato il 12 novembre 2015 - 09:17

Raccapricciante :asd:
Io sono un super conservatore, e ne son consapevole, ma queste trovate da cristianelli sono vergognose.
C'è di buono che, tempo una generazione, e questa cosa sarà sparita. Tutte le religioni vengono abbandonate man mano che le generazioni avanzano in tecnologia, scienza, e tutto il resto, quini i nostri nonni (e i genitori di qualcuno, sicuramente) saranno praticamente gli ultimi a credere in certe assurdità.

Riguardo al PEGI e i giovanissimi/bambini, beh, che dire, i genitori non hanno voglia di educare i figli, ed è più facile dare la colpa a Gittià et simila.
Che poi il gioco glielo comprano loro, ma ok, e se invece se lo son comprati i ragazzini, lo sbaglio è comunque del genitore, perchè non è ammissibile che un bambino abbia 50-70 € in mano da spendere.

Io da piccolo giocavo ai giochi "violenti" (che poi non è che ce ne fossero molti eh, era il paradiso del platform quando ero fanciullo io), come tutti, ma i miei genitori i primi anni mi controllavano, e, ad esempio, GTA Vice City me lo han fatto comprare quando ormai avevo 14 anni (3 anni dopo la sua uscita), perchè prima non volevano avessi un prodotto troppo violento (fermo restando che in giochi di stampo arcade come GTA, di violenza non ne vedo granchè...al massimo a mio figlio 11enne non farei giocare Manhunt, per intenderci).
Siam nel 2015, pure i genitori stan tutto il giorno su fb, cellulare, pc, quindi non posson più avere scuse: se tuo figlio vuole un gioco, ci metti 20 secondi a fare una ricerca su internet e vedere se lo ritieni adatto o meno per tuo figlio, non è come una volta che potevi dire a tua madre che DOOM era il gioco degli acchiappafantasmi, e lei giustamente càzzo ne poteva sapere.
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#7 L'utente è offline   White_Edelweiss 

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Inviato il 13 novembre 2015 - 21:18

Visualizza MessaggiEnib, il 09 novembre 2015 - 13:33 ha detto:

Io nel 2005 (quindi a 12/13 anni) giocavo a gta sa, cod2, battlefield 2 e altri videogiochi violenti e sapevo benissimo la distinzione fra realtà e videogioco.
Altrimenti qualsiasi gioco che non sia il simulatore di sassi dovrebbe essere bandito
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Dopotutto anche The Sims è violento...si impara ad uccidere una persona chiudendola in una stanza senza cibo, togliendo porte e finestre... . :ahsisi:

#8 L'utente è offline   Enib 

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Inviato il 14 novembre 2015 - 10:09

Anche il gioco in cui si mantiene la castità forzatamente contro gli istinti umani e poi si da la colpa ai bambini perché "provocano" è veramente un videogioco becero
Ah ma non è un videogioco :trolldad:

#9 L'utente è offline   Dennis89 

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Inviato il 14 novembre 2015 - 10:11

Visualizza MessaggiWhite_Edelweiss, il 13 novembre 2015 - 21:18 ha detto:

Dopotutto anche The Sims è violento...si impara ad uccidere una persona chiudendola in una stanza senza cibo, togliendo porte e finestre... . :ahsisi:


e troppo divertente farlo. :lol:

Messaggio modificato da Dennis89 il 14 novembre 2015 - 10:11

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#10 L'utente è offline   niceshot 

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Inviato il 20 dicembre 2015 - 15:34

per dare una buona risposta dovrei conoscere tutto su questa vicenda .. sentire personalmente tutte le persone coinvolte ,
se la domanda e' questa

Quote

Secondo voi un negozio di videogiochi può chiudere per il troppo successo di un singolo titolo?

la risposta è no , pero'.. potrebbe essere che certe cerchie di associati ..anche certi individui che si professano cattolici (intanto non costa nulla..) basta dirlo per sembrare buono ..sono cattolico e credo in dio ed ecco che sono buono.

ma in realta' penso che si debba credere in se stessi e in un qualche dio ma che sia frutto di cio' che si sente e intuisce personalmente , e' evidente che tutto cio' che viene insegnato..appunto ci viene insegnato o inculcato ..ma proviene da altri uomini e non possiamo non avere dubbi. anche se pensi di dovergli credere ma non hai dubbi non è buon segno , questo per arrivare a dire che in realta' togliere tempo e spazio a certe associazioni che vivono sul tempo che queste famiglie prestano a loro e sul tempo che i loro pargoli dedicano loro ..potrebbe dar luogo ad una "guerra" per accaparrarsi la vita di questi giovani e il loro tempo ..
se il prodotto è in vendita significa che la legge lo consente ..questa associazione dovrebbe fare attenzione a cio che dice perché io personalmente avrei gia' messo gli avvocati ..
detto questo ..io non sono bigotto e anzi cerco sempre di comprendere mi sembra la cosa migliore da fare .. bisogna anche dire che adesso si tende ad aumentare il livello di "violenza" anche il peso di certe immagini che risultano piu' cruente rispetto al modo che abbiamo noi di intendere le cose violente e le immagini violente ,questo nei videogiochi ma anche altrove . A volte ho sentito la necessita' anche io di non dover piu' vedere certe scene nella televisione e qualcosina a volte anche nei videogiochi.. ma questo non significa che l'uso dei videiogiochi di una certa natura sia conseguenza di comportamenti violenti ...metterei prima mano in certi ambienti che certamente di vite ne hanno rovinate tante questo al di la' di ogni possibile dubbio .

il problema vero è la risposta a questa domanda .. ha un effetto sulle persone questa presunta violenza inserita in un videogioco ? che genere di effetto ? le rende peggiori o capaci di commettere dei reati ? non rispondo perché ci sarebbe dda discuterne per ore .. bisogna pero' andare alla base del problema e la base del problema non è il videogioco , ci sono tantissime cose che arrivano prima alla mente dei ragazzi ..e che creano disagi e atteggiamenti negativi .. arrivano tutti prima nella formazione della persona e della personalita' prima del videogioco.
comunque il codide civile e penale arrivano come risposta a questa associazione o societa' di pseudocristiani ..per mia esperienza fanno piu' paura certe associazioni che si nascondono dietro il nome di dio ..piuttosto che un vidieogioco e come se non bastasse basta leggere i giornali e guardare il telegiornale per capire quanto abbiano fatto piu' danni certe persone che non giocavano ai videogiochi ma andavano in chiesa .


qui l'unica cosa che interessa secondo me ..è il denaro , formare una comunita' di quel genere significa denaro , non hanno sempre secondo il mio punto di vista interesse nel salvaguardare questi ragazzi ma si preoccupano del tempo che certi strumenti tolgono alla loro comunita'...

Messaggio modificato da niceshot il 20 dicembre 2015 - 15:36


#11 L'utente è offline   Automan 

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Inviato il 28 giugno 2016 - 13:59

Mmm... Allora togliamo tutte le fiame, cappuccetto rosso, biancaneve... :asd:
La chiesa doveva pensarci prima di affittare per scopi videoludichi,
ma come diceva Vespasiano, 'pecunia non olet'! :asd:
Non c'è più ateismo! :dsa:
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