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Cobain: Montage of Heck

#1 L'utente è offline   Khouba 

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Inviato il 09 aprile 2015 - 17:53

“Sarà il The Wall della nostra generazione”, sostiene il regista Brett Morgen, che nel 2012 firmò Crossfire Hurricane, consacrato ai Rolling Stones. Di certo il suo “Montage of Heck”, il primo docufilm dedicato a Kurt Cobain, durato otto anni di lavorazione, si profila come uno dei casi cinematografici e televisivi dell’anno. Sarà trasmesso dal network statunitense delle meraviglie Hbo in primavera, a partire dal 4 maggio, e includerà anche alcuni brani sconosciuti dell’artefice dell’ultima rivoluzione musicale, oltre a dozzine di pezzi e performance dal vivo. “Montage of heck” era il nome che l’Angelo Biondo del grunge con gli occhioni tristi, la camicia di flanella e la poesia nel cuore conferì a un “mixtape” di appunti audio (e canzoni altrui) su cui era solito fissare i suoi umori musicali e creativi del momento; una sorta di intricata prova generale, registrata su multitraccia a cassetta, della Supernova di Seattle che verrà.

Il film-documentario, spasmodicamente atteso da milioni di fan vecchi e nuovi degli autori di Smells like teen spirit, Lithium e Come as you are, è “un viaggio crudo ed emotivo lungo la breve esistenza di Kurt”. E gode anche del placet di Courtney Love, che però non lo avrebbe visto, e sarebbe stata estromessa dalla sua fase preparatoria (essendo comunque la protagonista o la convitata di pietra di mezza pellicola). Ha rivestito invece il ruolo nientemeno che di produttrice esecutiva Frances Bean, la figlia 22enne del frontman dei Nirvana, morto a soli 27 anni, poco più vecchio di lei oggi, ormai quasi 21 anni fa.

Il regista Brett Morgen ha potuto attingere alla miniera inedita di informazioni e materiali originali lasciati da Cobain al momento del suo suicidio: circa quattromila pagine di note e abbozzi di canzoni, racconti allo stato embrionale, schizzi-germoglio di potenziali quadri, foto, effetti personali. Oltre a centinaia di ore di demo, filmini familiari, backstage, vita da studio di registrazione. Quello che ne è venuto fuori è un “ritratto umanistico” della rockstar che finì immolata sull’altare del suo successo travolgente. Un profilo fin qui mai visto, né sul piccolo né sul grande schermo.

Nel docufilm non troveranno spazio le controverse ultime 48 ore dell’esistenza della voce/chitarra rock più importante dell’ultimo quarto di secolo. Nessun cinema-tv del dolore 2.0, insomma, ma una carrellata ricalibrata di sguardi laterali e intriganti sulla parabola biografica e artistica di Kurt Cobain: il ragazzo che con un pugno di dischi (“Nevermind” su tutti, e prima “Bleach”, e poi “In utero” e l’”Unplugged in New York”) ha perpetuato la maledizione anagrafica di gloria di Jimi Hendrix e Jim Morrison. La prima visione di “Mountage of Heck” ci sarà tra qualche giorno, in un contesto che sarebbe piaciuto a Cobain: il Sundance Film Festival, che si svolge dal 22 gennaio al 1° febbraio.



Fonte: Il Fatto Quotidiano

In uscita nei cinema italiani il 28 e 29 aprile (qui la lista dei cinema autorizzati).
"A volte la mia vita somiglia al numero pericoloso di un equilibrista: quello che provo è l'opposto di quello che vorrei fare. Reazioni impulsive portano a decisioni sbagliate. Sono un passo avanti rispetto al mio cervello.
Quando rivedo la mia giornata mi rendo conto che passo gran parte del tempo a sistemare il danno del giorno prima.
In questa vita non ho futuro, solo confusione mentale, e rimorso. …
Ogni giorno è come una nuova bara: la apri e guardi cosa c'è dentro, poi stabilisci se si tratta di un dono, o di una bara."


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#2 L'utente è offline   John M 

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Inviato il 11 aprile 2015 - 10:45

"l’Angelo biondo del grunge con gli occhioni tristi, la camicia di flanella e la poesia nel cuore"... :lode: Grande Kurt!

Comunque a me, giá proprio lui come tipo, mi ha sempre un pó inquietato... Con questo trailer poi, l'effetto di inquietudine è ancora più presente!
Sarà un effetto voluto dal regista, oppure è ciò che veramente era la vita quotidiana di Kurt? ...Accompagnata da una perenne inquietudine? Spero che ciò che il regista abbia voluto esprimere sia ciò che veramente era, in base anche alle testimonianze di Courtney, piuttosto che generare un'atmosfera, di inquietudine appunto, solamente con lo scopo di dare più evidenza al prodotto! Così descriverebbe erroneamente un grande personaggio e di sicuro questo non sarebbe il miglior film su Kurt mai realizzato... :asd:

Ma onestamente, sperando appunto in una realizzazione il più possibile veritiera, sembra molto bello!! :sese:

Messaggio modificato da John M il 11 aprile 2015 - 10:47

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#3 L'utente è offline   Khouba 

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Inviato il 11 aprile 2015 - 12:19

Basta leggere i suoi diari per percepire l'inquietudine.

"E questa piccola pausa di rifornimento che noi chiamiamo vita e di cui ci preoccupiamo con tanta serietà non è altro che un breve weekend carcerario rispetto a ciò che viene con la morte."

"Sono il prodotto di sette mesi di urla a perdifiato per quasi tutte le sere.
Sette mesi a saltare intorno come una scimmia ritardata.
Sette mesi a rispondere alle stesse domande che si ripetono in continuazione.
Il piccolo cherubino arruffato che avete imparato a conoscere dalla foto sul retro di Nevermind è la testimonianza che le foto aggiungono 5 chili, perché da quando hanno cominciato a marcirmi le viscere ho lo stesso peso da uccellino.
Vabbe', mi sono lamentato abbastanza, probabilmente troppo, pazienza.
Tanto per ogni scorbutico, arrogante, irascibile, autoproclamatosi giudice rock c'è almeno un migliaio di teenager che gridano.
Spero di morire prima di diventare Pete Townshend."

"Non vedo l'ora di tornare a casa (ovunque essa sia) e ficcarmi a letto, nevrotico, a lamentarmi di che tempo schifoso fa e di come da questo dipenda tutta la mia felicità. "

"Tutto ciò non va preso seriamente.
Non è da leggersi come un opinione.
E' da leggersi come poesia.
È ovvio che quanto a istruzione io sono al livello di uno studente del secondo anno di liceo. È ovvio che queste parole non sono state pensate in anticipo né rilette. Questo stile di scrittura è ciò che mi piace chiamare, secondo la prospettiva dello studente del secondo anno di liceo, lo sforzo di mostrare che, a dispetto del livello di intelligenza che abbiamo, noi tutti ci domandiamo cosa siano l’amore e la mancanza di amore e la paura dell’amore.
È bene lanciare sfide all'autorità e resistere, anche solo per rendere le cose un po’ meno noiose. Ma sono sempre tornato alla conclusione che l’uomo non è redimibile e che le parole, anche se non usate con i loro significati più propri, possono essere comunque impiegate in una frase a fini artistici."

"Vorrei che ci fosse qualcuno che potesse spiegarmi perché non ho assolutamente più alcun desiderio di imparare. Mentre prima avevo così tanta energia e sentivo la necessità di cercare per chilometri e settimane qualunque cosa fosse nuova e diversa.
Entusiasmo.
Una volta ero una calamita nell'attirare a me personalità nuove e insolite che mi iniziavano a musica e libri oscuri che io assorbivo dentro di me come un bambino rabbioso iperattivo sessuomane mentalmente ritardato che aveva provato per la prima volta lo zucchero."
"A volte la mia vita somiglia al numero pericoloso di un equilibrista: quello che provo è l'opposto di quello che vorrei fare. Reazioni impulsive portano a decisioni sbagliate. Sono un passo avanti rispetto al mio cervello.
Quando rivedo la mia giornata mi rendo conto che passo gran parte del tempo a sistemare il danno del giorno prima.
In questa vita non ho futuro, solo confusione mentale, e rimorso. …
Ogni giorno è come una nuova bara: la apri e guardi cosa c'è dentro, poi stabilisci se si tratta di un dono, o di una bara."


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