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Non ci sono cellule staminali

#1 L'utente è offline   Alessio92Eroe 

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Inviato il 19 dicembre 2013 - 13:08

Il rapporto choc su Stamina
“Non ci sono cellule staminali”

Dai verbali dei Nas e dai pareri del comitato ministeriale di esperti
emerge anche il rischio di contrarre il morbo della mucca pazza


Un metodo che non dovrebbe nemmeno chiamarsi «Stamina» perché di cellule staminali nelle misteriose infusioni ce ne sarebbero sì e no tracce. Nessun accenno a come le cellule mesenchimali del midollo si trasformerebbero in cellule cerebrali e dei tessuti nervosi, in grado di riparare i danni all’origine di molte malattie neuro degenerative, come Sla o Sma1. E persino lo spettro di contaminazioni da morbo di «mucca pazza». A gettare nuove ombre intorno al contrastato «metodo Vannoni» sono le carte sin qui “top secret” dei verbali dei Nas e degli organismi scientifici istituzionali, oltre che il parere, mai reso pubblico integralmente, con il quale il Comitato di esperti, poi giudicato «non imparziale» dal Tar Lazio, ha bloccato sul nascere la sperimentazione.

Documenti che da un lato confermano quanto già trapelato, come il rischio di trasmissione di malattie infettive, Hiv in testa, per assenza di controlli delle cellule dal donatore. Ma dall’altro rivelano altri rischi per i pazienti. Come quello della Bse, meglio nota come sindrome da mucca pazza. Verbale del 16 ottobre 2012, dopo la chiusura dei laboratori degli Spedali civili di Brescia, dove si coltivavano le cellule per Stamina. Secondo l’Aifa in assenza di sicurezza. Presenti gli stati maggiori dei Nas, della stessa Agenzia del farmaco, dell’Istituto superiore di sanità e del centro nazionale trapianti. Luca Pani, presidente dell’Aifa, afferma che l’analisi condotta «farebbe supporre l’uso di siero fetale bovino nei terreni di coltura». Dubbio fugato dagli esperti del comitato, che nel parere svelano come sia la stessa documentazione presentata da Stamina a confermare l’uso di siero bovino per la coltura delle cellule. Cosa che in sé non sarebbe vietata anche se sconsigliata. Purché – ricorda il comitato – «per ridurre i rischi di natura infettiva… il siero fetale bovino provenga da animali allevati e sacrificati in Paesi privi di Bse», il tutto mediante certificazione europea. «Nessuna di queste informazioni è presente nei documenti pervenuti», si legge però nel parere.

Ma i pericoli non finiscono qui. «Il terreno di coltura contiene antibiotici», rivela sempre il comitato, che considera questa pratica «non giustificata» e a rischio di tossicità. E poi la presenza di detriti dei tessuti potrebbe provocare micro embolie polmonari e cerebrali. Del resto un altro verbale rivela che in un campione prelevato a Brescia il 30% delle cellule sarebbe stato contaminato. In un altro campione la contaminazione sarebbe invece «bassissima», ma in entrambi si rileva l’assenza di un marcatore che generalmente rileva la presenza di cellule staminali mesenchimali.

Sorge allora il dubbio su cosa venga realmente somministrato ai pazienti. Tanto che il generale Cosimo Piccinno, capo dei Nas, avanza il sospetto che il metodo Stamina sia nella realtà cosa diversa da quello descritto nella domanda di brevetto presentata a suo tempo da Vannoni e poi respinta negli Usa. Nel consenso informato fatto firmare ai pazienti, rivela un altro verbale, «sorprendentemente si dichiara che le cellule somministrate possono essere leucociti del sangue, di solito mescolati ad altre componenti minori… oppure cellule più purificate quali le cellule mesenchimali estratte dal midollo osseo». Insomma, un frullato indefinibile. E infatti per gli scienziati del comitato che hanno potuto leggere per esteso le carte di Vannoni dal metodo Stamina di coltura «la popolazione (cellulare) che si ottiene non è purificata, non è omogenea, non è una popolazione di cellule staminali». Qualunque cosa sia però per il comitato non c’è nulla che dimostri la trasformazione di cellule del midollo in cellule neuronali in grado di riparare i danni delle malattie neuro degenerative. Secondo le sequenze descritte nella domanda di brevetto la trasformazione avverrebbe dopo solo un’ora di coltura in acido retinoico. All’Iss, rivela un verbale, ci hanno provato per 2 ore e poi per 24. Ma del miracolo della trasformazione cellulare nessuna traccia. «Su Stamina serve chiarezza perché non ci siano più dubbi», ha ribadito la Lorenzin preannunciando a breve la nomina del nuovo comitato. A meno che prima degli scienziati a sollevare nuovi dubbi arrivi la magistratura.

Fonte: La Stampa
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#2 L'utente è offline   Mat Smoke 

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Inviato il 19 dicembre 2013 - 15:32

Beh era ora che questa storia venisse ufficialmente fuori, che il metodo Stamina fosse una truffa si sapeva già da eoni: nessun brevetto, nessuna autorizzazione, nessuna documentazione scientifica, nessuna procedura, nessun test clinico o preclinico, niente di niente e a malapena si sa cosa effettivamente sia il metodo Stamina. Non riesco a capire come mai il ministero della salute, l'AIFA e l'EMA non abbiano soppresso questa fuffa prima ancora che venisse pubblicizzata e resa disponibile.
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#3 L'utente è offline   EM vts 

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Inviato il 19 dicembre 2013 - 19:18

Visualizza MessaggiMat Smoke, il 19 dicembre 2013 - 15:32 ha detto:

Beh era ora che questa storia venisse ufficialmente fuori, che il metodo Stamina fosse una truffa si sapeva già da eoni: nessun brevetto, nessuna autorizzazione, nessuna documentazione scientifica, nessuna procedura, nessun test clinico o preclinico, niente di niente e a malapena si sa cosa effettivamente sia il metodo Stamina. Non riesco a capire come mai il ministero della salute, l'AIFA e l'EMA non abbiano soppresso questa fuffa prima ancora che venisse pubblicizzata e resa disponibile.

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#4 L'utente è offline   Qwerty 

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Inviato il 19 dicembre 2013 - 20:30

magari sto per dire una cazzata, ma vabbè
nel servizio delle iene i bambini malati che hanno avviato questa cura sono migliorati. perchè allora dovrebbe essere una truffa?
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#5 L'utente è offline   Scareman 

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Inviato il 20 dicembre 2013 - 01:06

Perché una cura che ti guarisce da una malattia ma può causartene altre gravi non può essere considerata cura; inoltre non si può giocare con la salute, senza test accurati; non si può mettere a rischio così
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#6 L'utente è offline   Lian 

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Inviato il 20 dicembre 2013 - 02:20

specialmente bambini (il futuro..)
questi in piazza con una corda al collo per un paio di settimane appesi li..cosi tutti si rendono conto che le cazzate le dovete tenere nella vostra testa e non renderle pubbliche..

perche' non sono al governo io?Immagine Postata

come minimo riduco la popolazione di 20 milioni di idioti..Immagine Postata
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#7 L'utente è offline   Carl_Vercetti 

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Inviato il 20 dicembre 2013 - 13:17

Visualizza MessaggiQwerty, il 19 dicembre 2013 - 20:30 ha detto:

magari sto per dire una cazzata, ma vabbè
nel servizio delle iene i bambini malati che hanno avviato questa cura sono migliorati. perchè allora dovrebbe essere una truffa?


Non dare per oro ciò che dicono Le Iene.
In un loro servizio facevano leggere la """""Cartella Clinica""""" (che poi era solo un documento di rilascio dove si faceva una piccola storia medica del paziente) dove evidenziavano le frasi "MIGLIORAMENTO", ma se leggevi le parte scure leggevi cose tipo "Crisi respiratoria - rianimazione" e via dicendo.
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#8 L'utente è offline   Qwerty 

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Inviato il 20 dicembre 2013 - 13:56

vabbè, ma anche quelli delle iene a fare servizi su una cura che non è stata testata clinicamente sono dei geni :asd:

ok che che c'erano situazioni di miglioramento ma se quella malattia ti passa e te ne viene una peggiore, allora tanto vale lasciarli morire in pace
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#9 L'utente è offline   Scareman 

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Inviato il 20 dicembre 2013 - 14:24

Una cura deve curare, non farti cambiare il luogo del dolore.
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#10 L'utente è offline   TheMax990 

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Inviato il 20 dicembre 2013 - 20:29

Una cura con documentazione così scarsa non può e non deve ottenere i contributi statali. Vuoi sperimentarla? Bene, lo fai, ma con i soldi tuoi. Non con i soldi di tutti.

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#11 L'utente è offline   EM vts 

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Inviato il 21 dicembre 2013 - 20:07

Ragazzi non abbiamo nemmeno idea di che mercato ci sia attorno alle industrie farmaceutiche...
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#12 L'utente è offline   Gino Frozen 

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Inviato il 21 dicembre 2013 - 21:13

Visualizza MessaggiEM vts, il 21 dicembre 2013 - 20:07 ha detto:

Ragazzi non abbiamo nemmeno idea di che mercato ci sia attorno alle industrie farmaceutiche...

Concordo.ci sono chissà quanti tipi di cure che magari fanno effetto davvero manderebbero in crisi le case farmaceutiche e quindi non vengono fuori
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#13 L'utente è offline   GaMMa 

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Inviato il 22 dicembre 2013 - 11:16

Visualizza MessaggiQwerty, il 20 dicembre 2013 - 14:56 ha detto:

vabbè, ma anche quelli delle iene a fare servizi su una cura che non è stata testata clinicamente sono dei geni :asd:

ok che che c'erano situazioni di miglioramento ma se quella malattia ti passa e te ne viene una peggiore, allora tanto vale lasciarli morire in pace


comunque i margini di miglioramento erano gli stessi che si ottengono nei test con i placebo.
Quindi niente!
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#14 L'utente è offline   Enib 

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Inviato il 23 dicembre 2013 - 09:40

Visualizza MessaggiGino Frozen, il 21 dicembre 2013 - 21:13 ha detto:

Visualizza MessaggiEM vts, il 21 dicembre 2013 - 20:07 ha detto:

Ragazzi non abbiamo nemmeno idea di che mercato ci sia attorno alle industrie farmaceutiche...

Concordo.ci sono chissà quanti tipi di cure che magari fanno effetto davvero manderebbero in crisi le case farmaceutiche e quindi non vengono fuori

Se ci fossero ti comprerebbero subito tutto per poi avere un vantaggio sulle altre case farmaceutiche.
Le pozioni magiche non se le inventa nessuno.
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#15 L'utente è offline   Mat Smoke 

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Inviato il 23 dicembre 2013 - 13:20

Visualizza MessaggiEM vts, il 21 dicembre 2013 - 20:07 ha detto:

Ragazzi non abbiamo nemmeno idea di che mercato ci sia attorno alle industrie farmaceutiche...

Non so se tu hai idea di quanto sia oneroso per una ditta farmaceutica sviluppare un farmaco: si parla di 500-800 milioni di euro, a volte superano anche i mille milioni. Per UNA molecola. Se le industrie possedessero già cure contro malattie come il cancro stai certo che farebbero salti mortali per distribuirle il prima possibile, visto l'enorme ritorno economico che ne deriverebbe. Che le industrie non siano ONLUS è ovvio in quanto sono imprese: è raro che un'azienda farmaceutica si metta a sviluppare un farmaco contro una malattia rara, visto che non ci guadagnerebbe.
Le "lobby" farmaceutiche esistono, ma non sono oscure organizzazioni di gente con in mano la panacea, più che altro spingono indirettamente affinché vengano massimizzati i loro guadagni: vedi per esempio il caos che c'è stato (e c'è) riguardo alla deprivatizzazione della sanità negli USA: un sistema sanitario assistenziale di per sé è una buona cosa visto che garantisce salute a tutti, ma conduce a grandi sprechi tra cui l'uso e la prescrizione smodata di farmaci (e principlamente i medici ne sono la colpa, ma anche i pazienti) e per questo alle industrie farmaceutiche fa comodo che più stati abbiano sistemi sanitari nazionali.
Fidatevi che allo stato attuale delle conoscenze non esiste una cura universale contro il cancro, contro l'AIDS, contro malattie come quelle che il metodo Stamina si propone di curare eccetera; per esempio riguardo ai tumori siamo comunque abbastanza avanzati con le terapie (i classici farmaci ormai sono quasi superati, ci sono gli anticorpi monoclonali, gli ormoni, le biotecnologie ecc.), ma debellarli totalmente ora come ora è impossibile vista la natura del cancro e la sua diffusione. Discorso analogo per l'AIDS: si riesce a tenere sotto controllo l'HIV ma è un virus che muta rapidissimamente anche all'interno dello stesso organismo e la scienza non è in grado di sradicarlo.
La ricerca contro le malattie più importanti la fanno e la sostengono anche le ditte farmaceutiche e fare ricerca ovviamente è anch'esso molto costoso, ma è in vista di un grande guadagno futuro (per le aziende) e di un importante avanzamento scientifico (per i gruppi di ricerca). Vedere sempre tutto nero è una cosa forzata e forse anche controproducente.
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